Il futuro si immagina nel presente

La crioconservazione è una tecnica di procreazione medicalmente assistita che consente di conservare ovociti ed embrioni a temperature estremamente basse, mantenendone inalterate le caratteristiche biologiche nel tempo. È una soluzione sicura e consolidata per preservare la fertilità e pianificare il proprio percorso riproduttivo con maggiore serenità.

  • Crioconservazione degli ovociti ed embrioni:
    si possono crioconservare ovuli non fecondati per un utilizzo futuro, ma anche gli embrioni, dopo la fecondazione in vitro, per evitare stimolazioni ovariche ripetute;
  • crioconservazione degli spermatozoi:
    crioconservare gli spermatozoi è semplice ed efficace e non presenta particolari difficoltà. Il seme maschile può essere conservato anche per periodi medio-lunghi.

Quando è indicata la crioconservazione

  • per ottimizzare i risultati nei percorsi di fecondazione assistita;
  • in caso di percorsi di PMA con embrioni sovrannumerari;
  • per preservare la fertilità prima di terapie mediche che possono comprometterla;
  • quando si rende necessario programmare il trasferimento embrionario;
  • per scelta, se si desidera rimandare la gravidanza.

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Come funziona la conservazione degli ovociti

La criopreservazione utilizza tecniche di congelamento rapido che evitano la formazione di cristalli di ghiaccio, preservando la qualità biologica di ovociti ed embrioni.
Al momento dello scongelamento degli ovociti o degli embrioni, il materiale biologico viene riportato gradualmente a temperatura fisiologica, mantenendo elevati standard di vitalità e sicurezza. Le percentuali di sopravvivenza allo scongelamento sono oggi molto elevate grazie ai protocolli più avanzati.

Crioconservazione dottor Mousavi Catania
Domande frequenti

Crioconservazione

La crioconservazione degli ovociti è una tecnica di medicina della riproduzione che consente di conservare ovociti, embrioni o blastocisti a temperature estremamente basse (–196 °C) mediante azoto liquido.
Il processo prevede diverse fasi: stimolazione ovarica, prelievo degli ovociti, valutazione biologica e successivo congelamento tramite una tecnica chiamata vitrificazione. Questa metodologia evita la formazione di cristalli di ghiaccio e preserva l’integrità cellulare. La stessa procedura può essere applicata alla crioconservazione degli embrioni.
La criopreservazione è il termine scientifico che indica l’insieme delle tecniche utilizzate per il congelamento e la conservazione di cellule riproduttive (ovociti) ed embrioni.
Include sia la fase di crioconservazione sia quella successiva di scongelamento degli ovociti o degli embrioni, quando questi vengono utilizzati per un trattamento di procreazione medicalmente assistita. La criopreservazione è oggi una procedura sicura, con elevate percentuali di sopravvivenza cellulare.
La conservazione degli ovuli serve a preservare la fertilità femminile nel tempo. È indicata in diversi casi, tra cui:

  • scelta personale di posticipare una gravidanza;
  • condizioni mediche che possono compromettere la riserva ovarica (ad esempio terapie oncologiche);
  • trattamenti di fecondazione assistita.

Congelare e conservare gli ovociti permette di utilizzare in futuro cellule uovo biologicamente più giovani, aumentando le probabilità di successo riproduttivo. La conservazione degli ovociti è una pratica sempre più diffusa e consolidata.

Il costo per la crioconservazione degli ovociti varia in base al centro medico e al Paese, ma in media comprende:

  • stimolazione ovarica e monitoraggi;
  • prelievo ovocitario;
  • laboratorio e congelamento degli ovuli;
  • costi annuali di conservazione.
La crioconservazione degli embrioni e degli ovociti può durare molti anni senza compromettere la qualità biologica del materiale conservato. Dal punto di vista scientifico, non esiste un limite massimo intrinseco: ovociti ed embrioni mantengono le stesse caratteristiche del momento del congelamento.
La durata della conservazione degli ovociti è regolata da normative nazionali, che stabiliscono tempi e condizioni di mantenimento. Anche la crioconservazione degli embrioni consente un utilizzo sicuro dopo lunghi periodi, purché siano rispettati gli standard di laboratorio.
L’età ideale per la crioconservazione degli ovociti è generalmente prima dei 35 anni, periodo in cui la qualità e la quantità degli ovociti sono più elevate. Congelare e conservare gli ovociti in età più giovane consente di preservare cellule uovo con un potenziale riproduttivo maggiore.
È comunque possibile effettuare la conservazione degli ovociti anche dopo i 35 anni, ma le probabilità di successo dipendono dalla riserva ovarica individuale e dalla qualità ovocitaria al momento del congelamento.
La crioconservazione ovociti è considerata una procedura sicura. Gli effetti collaterali sono generalmente legati alla fase di stimolazione ovarica e possono includere:

  • gonfiore addominale;
  • tensione ovarica;
  • lievi sbalzi ormonali;
  • raramente, sindrome da iperstimolazione ovarica.

Il processo di congelamento ovuli in sé non comporta rischi diretti per la salute futura della donna. Anche la fase di criopreservazione scongelamento ovociti presenta oggi tassi elevati di sopravvivenza ovocitaria grazie alle moderne tecniche di vitrificazione.

La scelta tra crioconservazione ovociti e crioconservazione degli embrioni dipende da fattori personali, medici e legali.

  • La conservazione ovociti è indicata per chi desidera preservare la fertilità senza dover decidere immediatamente l’utilizzo di un partner o di un donatore;
  • La crioconservazione embrioni congelamento offre in genere percentuali di successo leggermente più elevate, poiché l’embrione ha già superato alcune fasi critiche di sviluppo.

La crioconservazione blastocisti, in particolare, consente di congelare embrioni a uno stadio avanzato, con buoni risultati clinici. Tuttavia, la crioconservazione degli embrioni richiede decisioni condivise sulla loro futura destinazione, aspetto che va valutato attentamente.

La crioconservazione ovociti e la crioconservazione degli embrioni sono pratiche consolidate e supportate da numerose evidenze scientifiche. L’utilizzo della vitrificazione ovocitaria ha migliorato significativamente i risultati rispetto alle tecniche di congelamento tradizionali, garantendo alti tassi di sopravvivenza dopo lo scongelamento. Gli ovociti e gli embrioni conservati mantengono le stesse caratteristiche biologiche del momento del congelamento e possono essere utilizzati in futuro nei trattamenti di fecondazione assistita, con percentuali di successo sovrapponibili a quelle dei cicli a fresco.

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