La prima opzione in caso di sterilità di coppia

La fecondazione in vitro è una tecnica di procreazione medicalmente assistita in cui l’incontro tra ovocita e spermatozoo avviene in laboratorio, al di fuori del corpo della donna. Questo trattamento consente di ottenere un embrione in vitro, che viene successivamente trasferito nell’utero per avviare la gravidanza. Si può distinguere tra:

  • Fecondazione in vitro omologa:
    quando seme e ovulo provengono dalla coppia stessa di futuri genitori;
  • Fecondazione in vitro eterologa:
    quando si ricorre a un donatore esterno di ovuli e/o spermatozoi.
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Quando è indicata la Fecondazione assistita in vitro

  • infertilità tubarica;
  • alterazioni della qualità spermatica;
  • endometriosi che può compromettere la gravidanza;
  • infertilità di origine inspiegata;
  • tecniche di PMA non riuscite.

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Possibilità di successo della procreazione in vitro

Nelle donne con età inferiore ai 35 anni, la possibilità di successo della riproduzione in vitro è all’incirca del 40% per ciclo. Questa percentuale può variare in base a fattori quali condizioni dell’utero, presenza di patologie associabili, qualità di ovociti e spermatozoi.

Fecondazione in vitro a Catania

Convenzioni con il servizio sanitario

Dal 2025, in Sicilia, la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), sia omologa che eterologa, rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed è quindi accessibile in regime di convenzione con il Servizio Sanitario.

Anche il nostro centro, pur essendo una struttura privata, aderisce a tale convenzione, offrendo ai pazienti la possibilità di usufruire dei trattamenti di PMA secondo le modalità previste dal sistema sanitario regionale.

Fecondazione assistita in vitro, percorso FIVET e ICSI: qual è la differenza?

La fecondazione in vitro è il termine che indica tutte le tecniche in cui l’incontro tra ovocita e spermatozoo avviene in laboratorio. All’interno della fecondazione in vitro esistono diverse tecniche:

  • FIVET (2° livello):
    ovociti e spermatozoi vengono messi a contatto e la fecondazione avviene in modo spontaneo;
  • ICSI (2° livello):
    lo spermatozoo viene selezionato e iniettato direttamente nell’ovocita;
  • IMSI (3° livello):
    selezione ancora più accurata degli spermatozoi grazie ad indagine microscopica ad altissimo ingrandimento.
Domande frequenti

Fecondazione in vitro

Fecondazione assistita (o procreazione in vitro / procreazione medicalmente assistita) è un ombrello che include più tecniche per aiutare il concepimento: ad esempio la fecondazione assistita in vitro (IVF/FIVET) e varianti come ICSI.
La fecondazione in vitro (in Italia spesso chiamata FIVET, cioè Fertilizzazione In Vitro e Trasferimento dell’Embrione) è una tecnica specifica: la fecondazione avviene in laboratorio, dove si ottiene un embrione in vitro che viene poi trasferito in utero.
Le probabilità di ottenere una gravidanza in vitro dipendono soprattutto da:

  • età della paziente (fattore principale);
  • riserva ovarica e causa di infertilità;
  • qualità ovocitaria/spermatica e numero di embrioni disponibili;
  • strategia clinica (embrione fresco vs crioconservato, transfer singolo, ecc.).

Per dare un ordine di grandezza basato su registri pubblici: nel Regno Unito, il tasso medio di gravidanza da IVF con ovociti propri (fresh transfer) arriva anche al: 41% nella fascia di età compresa tra 18 e 34. In Italia, l’ISS (epiCentro) riporta per il 2022 un tasso cumulativo di gravidanza (considerando anche eventuali transfer da crioconservazione) pari a 31,7% per ciclo iniziato a fresco.

In genere la riproduzione in vitro non viene descritta come “dolorosa” in modo continuativo, ma può comportare fastidi in fasi specifiche del percorso:

  • stimolazione ovarica: iniezioni sottocutanee e possibili effetti collaterali (gonfiore, tensione addominale, sbalzi d’umore, stanchezza);
  • pick-up ovocitario (prelievo ovociti): spesso eseguito con sedazione/analgesia; nel post-procedura possono comparire lieve dolore pelvico o spotting;
  • transfer (trasferimento embrionale): di solito rapido e simile a una visita ginecologica; alcune persone avvertono crampi lievi;
  • rischio di iperstimolazione ovarica (OHSS): è una complicanza legata alla stimolazione; forme lievi sono relativamente frequenti, mentre le forme moderate/severe sono rare.
La procedura FIVET (o fecondazione assistita FIVET) può essere indicata quando altre strategie sono inefficaci o non appropriate. In pratica, la fecondazione in vitro serve a “spostare” alcune fasi del concepimento in laboratorio: si ottengono gameti, avviene la fertilizzazione (talvolta chiamata colloquialmente “inseminazione” degli ovociti), si coltiva l’embrione in vitro e si procede al transfer.
I principali rischi/criticità (con incidenza variabile in base al profilo clinico) includono:

  1. gravidanza multipla (se vengono trasferiti più embrioni): aumenta i rischi ostetrici e neonatali; per questo molti centri privilegiano il transfer di singolo embrione quando possibile;
  2. iperstimolazione ovarica (OHSS): complicanza della stimolazione; in genere lieve, raramente significativa, ma va riconosciuta e gestita tempestivamente;
  3. gravidanza extrauterina: il rischio esiste anche dopo IVF;
  4. carico emotivo e stress: tempi, attese e possibili insuccessi possono essere impegnativi; molti centri propongono supporto psicologico.
Prima di iniziare una fecondazione assistita in vitro (cioè il percorso FIVET / procedura FIVET) di norma si svolgono alcuni passaggi preparatori, che il centro personalizza sul tuo caso:

  • visita e pianificazione del trattamento: revisione della storia clinica, dei tentativi precedenti e definizione del protocollo di stimolazione e della strategia di trasferimento dell’embrione in vitro;
  • esami “di sicurezza” e infettivologici prima della riproduzione in vitro: in particolare test per HIV e epatiti (B e C) per ridurre il rischio di trasmissione e gestire correttamente laboratorio e procedure.;
  • consensi e scelte operative: consenso all’uso e all’eventuale crioconservazione di gameti/embrioni (tema centrale nella procreazione in vitro);
  • indicazioni su stile di vita e farmaci: il centro può consigliarti aggiustamenti (peso, fumo, alcol, caffeina) e ti spiega come gestire terapie e integratori; è anche il momento giusto per chiedere chiarezza su eventuali “add-on” e sulla loro evidenza.
Non esiste un numero “uguale per tutti” di tentativi di fecondazione assistita FIVET: la decisione su quante volte ripetere la procreazione in vitro dipende da età, risposta alla stimolazione, qualità embrionaria, cause di infertilità, tollerabilità fisica/emotiva e sostenibilità economica.
Detto questo, nella pratica clinica e nei sistemi sanitari si usa spesso il concetto di “ciclo completo” (che include transfer a fresco e successivi transfer da embrioni congelati della stessa stimolazione). Dal punto di vista delle probabilità, è utile ragionare in termini cumulativi (cioè su più cicli/transfer): registri e modelli predittivi mostrano che le chance possono aumentare su più cicli e che oggi esistono strumenti per stimare la probabilità cumulativa individuale.

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