Gli esami che ti aiutano a individuare il rischio di anomalie cromosomiche

Il Bi-Test è un esame di ultrascreening in gravidanza che permette di valutare il rischio di anomalie cromosomiche nel feto, come la sindrome di Down. Al Centro Mousavi di Catania, offriamo un percorso completo e rassicurante, con risultati affidabili e spiegazioni chiare per ogni futura mamma.

  • Rilevazione precoce dei rischi:
    il Bi-Test consente di ottenere informazioni già nel primo trimestre, permettendo alle future mamme di affrontare la gravidanza con maggiore sicurezza e serenità;
  • Esame non invasivo e sicuro:
    l’ultrascreening Bi-Test si esegue con un semplice prelievo di sangue e un’ecografia, senza rischi né per la mamma né per il bambino.

Quando è il caso di fare un Bi-Test?

  • per ottenere informazioni affidabili per programmare eventuali approfondimenti diagnostici;
  • per avere un quadro completo dello sviluppo iniziale del feto;
  • per ridurre l’ansia legata alla gravidanza grazie a dati concreti e spiegati chiaramente;
  • per monitorare la gravidanza in caso di precedenti familiari con anomalie cromosomiche.

Parliamone insieme

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Come funziona il Bi-Test in gravidanza

Il Bi-Test combina due elementi:

  • Analisi del sangue materno, che misura specifici marker biochimici;
  • Ecografia della translucenza nucale, per valutare lo spessore del collo fetale.

Il risultato del bitest indica il livello di rischio di anomalie cromosomiche, aiutando i medici a decidere eventuali approfondimenti successivi. Questo ultrascreen in gravidanza è consigliato tra la 11ª e la 14ª settimana, periodo in cui i dati raccolti sono più accurati. Al Centro Mousavi di Catania, ogni passo è spiegato con chiarezza, per offrire tranquillità e supporto personalizzato.

Domande frequenti

Ultrascreening a Catania

Il risultato indica la probabilità di rischio di alcune anomalie cromosomiche (ad esempio, 1 su 1.000). Non è una diagnosi certa: un valore considerato ad alto rischio (es. superiore a 1/250) suggerisce di valutare esami più approfonditi per confermare la diagnosi.
Un risultato a rischio non significa che il bambino abbia un problema: indica semplicemente un aumento della probabilità. In questi casi, i medici possono consigliare test di secondo livello, come il DNA fetale su sangue materno, villocentesi o amniocentesi, per ottenere informazioni definitive.
Il Bi-Test non fornisce informazioni sul sesso del bambino né permette di diagnosticare tutte le malformazioni. Offre però indicazioni su alcune condizioni, come cardiopatie congenite e specifiche anomalie cromosomiche, aiutando a pianificare eventuali approfondimenti.
Non è richiesta alcuna preparazione speciale per il Bi-Test.

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